lunedì, 26 ottobre 2009 | in : di bianco
by Sergej Stepanov

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    Aspetto
    a trangugiare il tuo pensiero
    e m’attardo dove impellente vibra    
    sfilacciato in corda.   
    Indugio a sciogliere i capelli
    e immutata icòna osservo   
    l’antecedente o successivo   
    che instabili barcollano.
    E’ corrotta la fragilità   
    sfregiata dall’indifferenza,
    quale potente acido   
    quale più di questo vetriolo,   
    quale vita ancora e dove cercare
    figlio, padre, amante mio.
    Restami in ombra.
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selva1 @ 18:15 | commenti (4)(popup) | commenti (4)
sabato, 16 maggio 2009 | in : di bianco

by yves ralim

 

        A superare lo stupore accumulato
        indugia strano poi l’atteggiamento
        che ti sguarda ma non  vede
        che ti parla ma non dice
        o non sa.

        Non udire.
        A strabiliare resta il tempo
        e non quello che cammina
        l’epoca ferma dei pensieri.
        Lasciati correre per via
        quella nuova e mai battuta.
        Lasciati andare per nuvole
        che rida chi non sa volare
        a piangere poi, guardando
        chi non dovrà restare.

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selva1 @ 10:50 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
martedì, 10 marzo 2009 | in : di bianco

Olga Ozjorina

 

 

Che lava lasci il suo cratere,
linfa lenta abbandoni,
non vista, in quel mutar di vita.
Strumento che fugge il suo concerto,
un ultimo sguardo e poi
via.
E' sogno in repentino balzo
l'uscir fuori da me...
ma sono qui
guardiana di un tempo
feroce, che trafigge
e morde il sorriso mio accennato.
Cresco
o son già vecchia.
Invisibile passaggio, mostrati
lasciati rimirare,
solcami la pelle
strappami le carni
ma donami l'urgente oblio.

Prendimi, mio tempo.

 

 

selva1 @ 11:36 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
martedì, 10 giugno 2008 | in : di bianco

gin

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    Ti cerco spesso, dolcissima presenza
    e ti sfuggo, a non trovarti mai.
    Ed ora eccoti.
    Qui.
    Ascolto e parli del mio tempo
    che porti in un sorriso
    a volte un ghigno.
    Giungi lenta alle mie spalle
    brividi di nostalgia m’accarezzano i capelli,
    e aliti feroce nella voce che canta coraggiosa.
    Ti cerco spavalda nella gioia
    ma poi ingiuriosa mi raggiungi
    nel mio buio
    mi dibatto, ancora mi trascini e, artiglio,
    afferri i capelli che infingarda accarezzavi.

    Devastante è la tua onda
    che mi lascia ancora,
    e ancora, impaurita, spossata.

    T’incontrerò mai, sorridente vestita?
    Guardo i tuoi occhi e mi sorprendi
    lo sguardo protettivo ad incitarmi,
    la tua carezza intangibile.
    Pura gioia,
    portami al nido e tienimi stretta.
    Vantati di me triste signora
    imprigionami, ridente despota
    ma io, io...
    ti conosco, spaventata ti abbraccio
    mi riconosci, generosa mi abbracci
    d’odio e d’amore.

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selva1 @ 01:15 | commenti (7)(popup) | commenti (7)
mercoledì, 07 maggio 2008 | in : di bianco

selciato

 

 

Sai che a parlar di me
il tempo ferma le parole
poichè già nel pensare o dire
lui mi cambia e storpia.
E condivido il segreto
con l’illusione di saggezza
rimandando il mio narrare.
Tu che m’ami o dici ,
distoglimi dall’immobilità
e lasciami invecchiare.
Apparente statua sorridente,
frettolosa a ricucire strappi,
non arriverò mai a giocare con il tempo
e, subdola, ne invento ombra o riparo.
Ho camminato e cammino ancora
chè a guardare mi son persa
ai laghi di piombo oltre i verdi mistificatori,
ai rossi donati vergognosamente
forse ero sola, il silenzio m’avvertiva.
Ho fermato tutto intorno
ma nulla, nulla mi ha salvata,
sono al di là.

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selva1 @ 09:33 | commenti (10)(popup) | commenti (10)
mercoledì, 23 aprile 2008 | in : di bianco

agave

 

    E’ pianto antico
    poi tutto torna al medesimo silenzio,
    cade una rosa ma è fuoco d’apparenza,
    un semplice addio.

    Muta, la voce dell’assenza
    lascia lo spazio
    all’ignoranza
    su ciottoli ormai piagati e consumati
    dall’usura, forse dolore.

    A ben guardarti, signora oscura,
    non sei che uno stupido pagliaccio
    che a salti avanti mostra il culo
    e noi feroci, spudorati osservatori.
    Ci sentiremo santi
    e tu sorriderai.

    Ti guardo e ti accarezzo,
    ti scanso.
    Non vi è morte
    ma solo quel che resta.

    Il giorno nuovo.

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selva1 @ 17:49 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
lunedì, 21 gennaio 2008 | in : di bianco

altaneve

Se tu fossi tepore,
in questo giorno che non afferro,
non comprendo ma assaporo
e se poi fossi sorriso
pane caldo, soffio d’alito bambino
passo incerto
ma
tu almeno fossi
quale paura, tristezza o dubbio
potrebbe fermarmi?
Siedo sull’umido legno,
tavoletta traballante,
l’aria è la stessa
variano le altezze
e se di gioco era il vento
sarà nuova apatia o stupida vittoria
per il silenzio infine.
Riecheggia, l’ondeggiare,
in vero e rinnovato smarrimento.

- o -

selva1 @ 13:47 | commenti (5)(popup) | commenti (5)
martedì, 27 novembre 2007 | in : di bianco

guarda

 

 
Scende la neve, a fiocchi.
Nessuno mi scalda in questa notte in cui  tutti o quasi,  seduti alla tavola imbandita per l'occasione, cincischiano alle dita nocciole e bucce profumate. Conosco la noia, l'ho conosciuta in tempi in cui le gambe sotto al tavolo diventavano guizzi d'impazienza.
Questa notte vivo un problema diverso e  non sento le mie gambe.
A fiocchi, scende il gelo sul mio viso.
Ripenso ai brusii in lingua sconosciuta,  sottofondo che mi era indifferente,  negli  aeroporti che attraversavo sordo e cieco durante le mie irrinunciabili  vacanze invernali.  
Odori nuovi e mani nere dal palmo rosa.
La neve volteggia, dilaga la notte ed anche i miei pensieri scendono implacabili.  Stupidi fiocchi a rinsecchirsi, rigidi, sulla mia immobilità.
Ed ora,  come si permette questo "Nero" di toccarmi, palparmi, trascinarmi… Mi starà rubando il portafogli, no, il cellulare. Che sfacciataggine,  io muoio e lui vuole usare il mio telefonino.  Vorrà dire buon natale alla sua donna, ai suoi amici…
 
"Via dei Platani all'altezza del numero 20.   Si,  è  a terra ma  non so in che condizioni sia. E' coperto di sangue, lo avranno investito.  Sbrigatevi!  No, che non è uno scherzo, si… Uganda, ma che importa di che nazione sono?  Ah… parlo un "troppo" buon italiano?  Voi non capite mai un cazzo!"

Si, lo penso anch'io, spesso non capiamo nulla.
Non ho capito quale regalo fosse un natale, quale stupefacente alibi per incontrarci e così  viverci.
Contare i presenti come fanno i bambini, felici di non essere dispersi ed accarezzarci o solo sfiorarci, vivi, con i polpastrelli rosa come ora lui.  Lui che scapperà perché ha paura, lui che ora è qui a sfiorarmi il viso e tastarmi il collo  sperando che io sia vivo.
A fiocchi,  scende la magia.
Sulle case e gli alberelli grandi e piccoli a luccicare,  sui cappotti  frettolosi,  sui regali impacchettati a festa e su noi due. Due uomini fino ad oggi soli per lo stesso motivo  - aridità -  inflitta dal primo,  subita dal secondo.
E' freddo dentro e fuori di me ma due polpastrelli rosa sanno scaldare più del fuoco.
La neve continua a scendere su questa vita in corsa ed io sto correndo,  a gambe immobili,  per cercare ancora questo mondo ed il tempo per capirne il senso.

- o -


selva1 @ 18:04 | commenti (8)(popup) | commenti (8)
domenica, 28 ottobre 2007 | in : di bianco

 

vivo

 

Tralicci a scorrere,
imbrogli in controluce e simbiotiche visioni.
E’ tramonto
d’un giorno apatico perduto nuovamente
nell’indaco, nel nulla.

Passi o rotaie, sospiri
a stridere di stupore rinnovato.
Siamo foglie sudate
e mani tremolanti.
Semplici viandanti.

Quanto
e chi, dovremo ancora essere
ad assaporarci vivi,
quanto…
Nessuna attesa per me,
io dichiaro vita.

- o -

 

selva1 @ 11:36 | commenti (7)(popup) | commenti (7)