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Aspetto
a trangugiare il tuo pensiero
e m’attardo dove impellente vibra
sfilacciato in corda.
Indugio a sciogliere i capelli
e immutata icòna osservo
l’antecedente o successivo
che instabili barcollano.
E’ corrotta la fragilità
sfregiata dall’indifferenza,
quale potente acido
quale più di questo vetriolo,
quale vita ancora e dove cercare
figlio, padre, amante mio.
Restami in ombra.
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