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In punta di lama
il tuo rumore m’invade,
ne ingiunge l’ascolto
e riapre la ferita.
Si fa breve il resoconto
e nessun tempo basterà.
Lascia ch’io vagheggi
per rubare quel che resta.
La voce limpida la sai,
strappa l’erba
che leggera, lei, piega a malapena
voglio annusarla che resti a profumarmi.
Ruba i riccioli lunghi
e del dopo i corti,
ne voglio veste
a incorniciare urli mai trascorsi
e quelle risa nella fame
o i pianti alle figure tristi.
Slacciami i polsi
e forse mi porterà con sé,
slegami da questa vita,
ne voglio un’altra, altra storia.
Porta via questa paura.
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