venerdì, 09 gennaio 2009 | in : di nero

Marat Sirotjukov

 

 

                         E’ un giorno come un altro,
                         quando  la bolla esplode,
                         stille che una ad una si posano
                         ridendo di te e della stupidità.

                         L’inutile sigillo cede, ferma il dire
                         detonando in gioia vera, amara.
                         Di sigarette il fumo non basterà
                         a disegnare quello al tuo petto
                         che bruciando emanerà il tacere.

                         Mutismi a colorare volti persi,
                         volgarità nel vuoto designato,
                         confezione a spargere clemenze.
                         Ora non temere e non ti fermare,
                         non ridere se è piangere che devi.

                         Un giorno come un altro.
                         E ti ritrovi a masticare il tempo
                         desiderando stille di sorriso.

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selva1 @ 16:04 | commenti (9)(popup) | commenti (9)
Commenti
#1    09 Gennaio 2009 - 18:58
 
desiderando una maggiore generosità, che la poesia, sola, non basta...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente esplanade

#2    09 Gennaio 2009 - 23:05
 
Dolente e amara. Solitudine e consapevolezza d'esserne immersi.
La voglia di ricevere ancora un sorriso, il bisogno oserei dire. Poesia importante e molto bella, a mio modesto parere, sia chiaro. Buon fine settimana*
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente argeniogiuliana

#3    10 Gennaio 2009 - 12:15
 
"Un giorno come un altro..."
a leggerti...

Un abbraccio...
Luca
utente anonimo

#4    11 Gennaio 2009 - 08:49
 
...e che sia schiuma di sorriso a cascata dalla fenditura che a caso coglie il futuro.
Bellissima poesia, tangibilmente surreale, mesta e dolcissima. Molti i versi da conservare e le stille da raccogliere.
Bravissima
Ciao, aldo
utente anonimo

#5    11 Gennaio 2009 - 19:45
 
Molto bella e molto triste..
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente ioEilidh

#6    12 Gennaio 2009 - 17:23
 
"la bolla esplode" e poi ..., poi non si ha più timori. Bellissima la chiusa: ah, quelle stille di sorriso, così desiderate!

Grazie, Clelia

dmk
utente anonimo

#7    17 Gennaio 2009 - 16:44
 
Ora non temere e non ti fermare,
non ridere se è piangere che devi

sta tutto qui, credo

amara, arriva dove deve...
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente GiuliaRtt

#8    23 Gennaio 2009 - 21:18
 
Ultimamente trovo difficile commentarti. Buchi l'anima e resto in silenzio.
A presto, Clelia.
E grazie.

betta
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente bettarm37

#9    14 Febbraio 2009 - 00:35
 
potente e malinconica ..credo

bellissimo quel "non ridere se è piangere che devi"

è un'ora notturna questa, e con quello sfondo buio, dietro, tutto si intona.
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente GaetanoSono

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