
T'incarto questo amore
in sottile foglio di mestizia
l'involucro saprà renderti felice
a non vederne mai il contenuto.
Lo sentirai più avanti urlare
in pochezze, perdite e sconquassi.
Ti avvolgo la passione
in un serico fagotto
che nutrirai nel movimento
mangiando senza il dire
e mai chiedendoti se vera.
E quel tormento occhieggerà
dalle vetrine, impacchettato.
Non resterà poi che mostrare
apertamente la distanza
ma non sarà incartata
e nemmeno trasparenza.
Sarà quel che rimane della lotta
inutile, come la guerra
passo, passo combattuta
a raggiungere una morte
prevista e attesa.
Conquistata.
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